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Le chiese di Castel Viscardo

LA CHIESA DEL SS.mo CROCIFISSO

La chiesa del SS.mo Crocifisso ha festeggiato nel 2012 il suo trecentenario: tre secoli di vita della piccola chiesa, tanto più importante perché anticamente linea di confine del paese verso il piano dell’Alfina (tanto che spesso è definita “rurale”) e, soprattutto, l’unica della parrocchia voluta e costruita con le elemosine dei fedeli nel lontano 1712. In essa si conserva un Crocifisso di fine Seicento (definito nei documenti: “un Crocefisso di legno spirante e scolpito, et è miracoloso”) da sempre onorato dalla popolazione con una grande venerazione, riconosciuta nel tempo anche dai vari vescovi giunti in visita pastorale. La storia di questa chiesa vede come protagonista principale il popolo castellese, dalla prima notizia inerente la costruzione (1708), alla donazione di suppellettili da parte del cardinale Fabrizio Spada-Veralli, alla       sua consacrazione e al successivo trasporto del Crocifisso nella chiesa costruita “dai fondamenti” per la sua venerazione (1718), sino all’erezione di un semplice beneficio di messe (nel 1724 per volontà testamentaria del dottor Giuseppe Moretti, chirurgo della “communità”), fattore che ha concorso alla sua conservazione nel tempo. La devozione dei castellesi al “loro” Crocifisso si esplicava materialmente nei grandi lavori di restauro, richiesti in atto di visita pastorale nel 1886, ai quali concorse con i propri mezzi tutto il popolo con donazioni in denaro, in laterizi, in calce, in legname, ma anche mettendo a disposizione i propri mezzi o le giornate di lavoro, il tutto per il piccolo tempio eretto per la conservazione del miracolo Crocifisso in legno. Sul finire del XIX secolo, ancora per volontà popolare, è stata poi istituita l’Opera Pia del SS.mo Crocifisso con il precetto di confessarsi e comunicarsi il 14 settembre giorno in cui si festeggia l’Esaltazione della Croce.

In occasione del trecentenario, il Comitato festeggiamenti 2012, in collaborazione con la Pro Loco, ha commissionato al “mastro” Gianfranco Borri una mattonella commemorativa, ancora a disposizione per chi volesse contribuire alla raccolta fondi, il cui ricavato totale sarà destinato al restauro del Crocifisso ligneo, nella volontà di seguire la storica devozione del popolo castellese che in molte occasione si è letteralmente rimboccato le maniche e “messo le mani in tasca” per la piccola e omonima chiesa.

 

 

SANT’ANTONIO DA PADOVA E LA SUA CHIESA A CASTEL VISCARDO

Sant’Antonio nasceva il 15 agosto 1195 a Lisbona e battezzato con il nome di Fernando; a quindici anni veste l’abito dei Canonici regolari di Sant’Agostino, dai quali dopo pochi anni passava all’ordine francescano con il nome di Antonio. Fu contemporaneo di San Francesco che se ne servì per la lotta contro gli eretici; la sua vita fu caratterizzata da una fioritura intensa di miracoli. Moriva il 13 giugno 1231 in fama di santità e venne innalzato agli onori degli altari il 30 maggio 1232, a soli undici mesi dalla fine della sua vita terrena. Nel XX secolo, Pio XII lo ha proclamato Dottore della Chiesa universale.

Il culto del santo di origine portoghese, grande predicatore e insegnante, è antichissimo nella pieve di Castel Viscardo. Nella visita apostolica del 1573, tra gli altari dell’allora chiesa parrocchiale di San Bartolomeo “posta dentro il Castello Viscardo”, si annotava la presenza di quello dedicato a Sant’Antonio, sottolineando come fosse stato realizzato per la devozione del popolo. Di seguito la denominazione di questo altare sarà mutata in San Giorgio, antico patrono della pieve (se ne hanno notizie almeno sino all’inizio del XX secolo), del quale il corrispettivo si trova anche nella attuale chiesa parrocchiale. 

La chiesa filiale dedicata a Sant’Antonio, patrono di Castel Viscardo, fu edificata nell’anno 1650, per volere del marchese Orazio Spada che acconsentì alla costruzione su richiesta di un predicatore quaresimale. La stessa fu benedetta il 1° aprile 1657 dall’allora parroco don Sebastiano Commandini. Anticamente si trovava sulla strada che portava fuori dal paese, verso Monterubiaglio o Orvieto; oggi è ubicata all’interno del paese nel rione omonimo, sviluppatosi intorno alla sua costruzione.

Al suo interno era eretto un beneficio semplice posseduto dal pievano della chiesa parrocchiale, con l’onore di tre messe da celebrarsi nella festa di sant’Antonio. Conserva una preziosa statua in legno rappresentante il santo portoghese, che riporta sul basamento l’incisione: °I LVG 1683. 

 

 

LA CHIESA, ORA SALA E ORATORIO, DI S. AGOSTINO

La chiesa dedicata al culto di Sant’Agostino era anticamente denominata “Madonna del Giardino” (se ne hanno notizie dal 1616); in essa era eretta la confraternita del SS.mo Sacramento, poi, dall’Ottocento, le confraternite riunite.

 

La struttura si trovava extra et prope, letteralmente fuori, ma nelle vicinanze del Castello, dove un tempo era quasi isolata. Si tratta certamente di una delle prime costruzioni oltre le mura dell’iniziale incastellamento di fine Duecento, infatti, la precedentemente denominazione si deve alla stessa zona nella quale era eretta, ossia il giardino del castello, al di sotto del quale dal Cinquecento si sviluppava il primo nucleo esterno alla roccaforte.

La successiva invocazione al santo vescovo di Ippona si deve, probabilmente al titolo cardinalizio della chiesa di Sant’Agostino di Roma, conferito nel 1608 a Fabrizio Veralli, fratello di Giovanni Battista, allora signore e proprietario del castello. Tale tesi è avvalorata anche da quanto ottenuto l’anno successivo, ossia il privilegio, conseguito con breve da papa Paolo V (del 24 Luglio 1609), di poter organizzare a Castel Viscardo una fiera detta appunto “di Sant’Agostino”, nel giorno della festa del santo (28 agosto).

Da prima, con la denominazione di Sant’Agostino, era quindi indicato il solo oratorio della confraternita, un piccolo edificio per le riunioni religiose, annesso alla chiesa della Madonna del Giardino, così denominato e benedetto il 7 dicembre 1625. In questo giorno, il parroco don Francesco Bellarmino scriveva a Giovanni Battista Veralli: 

"Questa mattina, con la gratia di Dio, con gran Solennità e intervento di forastieri io hò consacrato e benedetto l’Oratorio attaccato alla Maddonna del Giardino, ad onore del suo Avvocato Sant’Agostino, e ci hò cantato la prima Messa, volendo anco costoro quanto prima farsi il Quadro”.

Il citato quadro era realizzato lo stesso anno e rappresenta la “Visione di sant’Agostino” o “Apparizione del bambino a sant'Agostino”; vi è riprodotto il santo e un bambino che rimuove l’acqua del mare con una conchiglia, nella metafora dell’inutile tentativo dell’uomo di comprendere il mistero della Trinità, tanto inefficace e disperato come il cercare di rimuovere tutta l’acqua dal mare con lo stesso mezzo.

Nel 1670 in confratelli discutevano sulla necessita di intervenire sulla struttura con un aiuto del marchese Orazio Spada, il quale, due anni dopo, annotava:

 “A Castel Viscardo fu finito d’ingrandire, et ornare la Chiesa di Sant’Agostino della Compagnia del SS.mo Sagramento”. 

Nel secondo dopoguerra la chiesa subiva delle variazioni strutturali importanti, cambiando destinazione d’uso e divenendo sede dell’asilo parrocchiale, sala riunioni, sala prove per la banda, aula per il catechismo; era adibita, inoltre, ad ospitare i corsi serali di aggiornamento per l’agricoltura, le riunioni di varie associazioni prive di sede (Comitati Festeggiamenti, Cacciatori, Pro Loco, Combattenti e Reduci), le lezioni di educazione fisica dei ragazzi delle Scuole Medie.

 
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